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GUNDAM

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Un grande ritorno alle ORIGINI! Il 7 aprile del 1979 i giovani telespettatori giapponesi accesero la TV per godersi il primo episodio di una nuova serie animata ‘di robot’. Abituati da anni alle guerre fantastiche fra samurai d’acciaio e mostruosi alieni invasori, subirono quello che viene definito “shock culturale”: Kido Senshi Gundam (‘Gundam, il guerriero dall’armatura mobile’) raccontava né più, né meno, le vicende di esseri umani impegnati in una guerra vera e fratricida, dove, a causa del fanatismo indipendentista di pochi, erano costretti a soffrire e perire in molti. Il realismo delle operazioni militari, degli intrecci sociopolitici e delle motivazioni personali dei protagonisti (comprese quelle del ‘nemico’) erano sconvolgenti, considerando soprattutto l’epoca della trasmissione di questa produzione, che fu capace di gettare le basi per la maggior parte dell’immaginario fantascientifico del nuovo decennio in arrivo, gli Anni Ottanta. Kido Senshi Gundam è ufficialmente riconosciuto come una delle più importanti pietre miliari a livello mondiale, sia per quanto riguarda l’animazione, il cinema e il fumetto, sia sul fronte della fantascienza in generale. E’, in senso assoluto, il capostipite di quello che definire un semplice ‘genere’ sarebbe sicuramente riduttivo. Prodotto dalla Nippon Sunrise in appena 43 episodi (una decina in meno dello standard televisivo di allora), il cartone di Kido Senshi Gundam è divenuto nel tempo uno spartiacque generazionale, tanto che chi lo seguì all’epoca è orgoglioso di dire “io c’ero”, proprio come capita con i grandi eventi storici. Basti pensare a quel che accadde in Giappone il 21 febbraio 1981: i telegiornali del pomeriggio riportarono di un’insolita manifestazione in corso davanti alla stazione di Shinjuku, i cui numerosi partecipanti indossavano ‘armature’ di cartapesta – una cosa mai vista, fino ad allora – riproducenti le fattezze dei mobile suit si erano ritrovati per informare il Giappone dell’inizio della Nuova Era dell’Animazione. Kido Senshi Gundam raggiunse in poche settimane una consacrazione che nessuna serie animata aveva mai lontanamente ottenuto, ovvero quella di non essere considerata ‘solo’ un cartone animato (che per l’opinione pubblica è da sempre erroneo sinonimo di ‘prodotto per l’infanzia’) bensì qualcosa di più vicino a uno sceneggiato, un telefilm, un film a puntate, ma che si avvaleva della tecnica dell’animazione invece che delle riprese dal vivo con attori in carne e ossa. Kido Senshi Gundam era ‘vero’, soprattutto per ciò che raccontava e per come lo raccontava. Una storia di guerra attendibile, in cui l’attenzione degli autori non era incentrata sull’autocompiacimento nel mostrare scene di battaglia (che pur erano estremamente dettagliate e realistiche, come i robot, qui ricondotti a ruolo di ‘arma’, e non di personaggio), bensì si focalizzava sul dramma umano e sulla stupidità della guerra. Il successo di questa saga generò, negli anni successivi, decine di nuove produzioni (fra cui svariate realizzate per il cinema), e il concetto del suo realismo divenne infine il titolo e il ritornello della sigla di apertura della terza serie televisiva: “Anime ja nai”, ripeteva il coro, ovvero “Non è un cartone animato”. A quasi venticinque anni di distanza da quella prima, rivoluzionaria serie televisiva, la casa editrice Kadokawa decise, a cavallo col Terzo Milllennio, di ripartire dalle origini, e di riproporre l’Oggetto di Culto di svariate generazioni in una versione a fumetti come mai se n’erano viste. Gli autori sarebbero stati i creatori stessi del cartone animato, ma con un bagaglio di vent’anni d’esperienza in più sulle spalle. Hajime Yatate, ideatore del progetto originale, Yoshiyuki Tomino, autore e direttore della serie, Kunio Ohkawara, autore del rivoluzionario disegno tecnico di mezzi e robot, e Yoshikazu Yasuhiko, creatore dei personaggi, tornarono a collaborare insieme per dare vita l’opera che avete fra le mani. Il ‘tocco’ definitivo a questo grande fumetto lo ha dato proprio Yoshikazu Yasuhiko, che nel corso degli anni è divenuto uno dei più grandi illustratori del Giappone, autore di veri capolavori, spesso di ambientazione storica, che gli sono valsi riconoscimenti non solo nell’ambiente del fumetto, ma addirittura da parte della critica letteraria. Un autore di questa portata non poteva far altro che infondere un’ulteriore dose di realismo alla rinascita definitiva della Grande Saga, e questo ci permette oggi di leggere qualcosa che ci riporta alle origini (da cui il sottotitolo della serie) ma che è contemporaneamente ‘nuovo’. L’amore per il dettaglio non invasivo, la cura nella caratterizzazione dei personaggi e la freschezza del tratto pittorico avrebbero già di per sé raggiunto lo scopo, ma ‘Yas’ (come è noto tra i fan) ha voluto anche rendere attuale ciò che dopo vent’anni avrebbe potuto essere considerato ‘ingenuo’ dal pubblico delle nuove generazioni, abituato com’è a usare quotidianamente tecnologie che alla fine degli Anni Settanta erano pura fantascientifica (benché, in gran parte, ‘profetizzate’ visivamente proprio da Kido Senshi Gundam, fra cui satelliti spaziali terraformati abitati da vaste comunità umane ed esoscheletri potenziati per facilitare il compiti pesanti). Perciò, mentre nel cartone animato del 1979 Amuro impara a pilotare il Gundam leggendo un manuale che tiene aperto sulle ginocchia nella cabina di pilotaggio, oggi tutto avviene grazie all’informatica. Oppure (leggete le prossime righe solo se avete già gustato il fumetto, non vorrei rovinarvi la sorpresa), il primissimo scontro fra la nuova arma segreta della Federazione Terrestre e uno Zaku non ha come protagonisti Amuro e il Gundam, bensì un semplice pilota tecnico che sta testando un prototipo del mobile suit. Ogni minima parte, ogni vignetta di questo volumetto è, in definitiva, un piccolo gioiello. Leggerlo è sicuramente meglio che perdere tempo a seguire il filo di questo mio logorroico sproloquio, dettato – vorrete perdonarmi – dall’entusiasmo di avere il piacere di proporlo in Italia e di ‘lavorarci su’, come dico io. E, ne sono certo, la lettura ‘alla giapponese’ non creerà troppi problemi a coloro che – grazie a questo evento – prenderà per la prima volta fra le sue mani un manga. Bentornato, Gundam. Bentornato alle Origini.

La collana GUNDAM UNIVERSE presenta, a partire dal mese di ottobre 2004 le seguenti serie:

GUNDAM ORIGINI 1 Di Yoshikazu Yasuhiko

GUNDAM ECOLE DU CIEL 1 Di Haruhiko Mikimoto

GUNDAM ORIGINI 2 Di Yoshikazu Yasuhiko

GUNDAM LOST WAR CHRONICLES 1 Di Masato Natsumoto

GUNDAM ORIGINI 3 Di Yoshikazu Yasuhiko

GUNDAM ECOLE DU CIEL 2 Di Haruhiko Mikimoto

(a seguire…)

Per leggere alcune pagine di GUNDAM ORIGINI di Yoshikazu Yasuhiko, clicca qui

Per andare alla pagina del mese di ottobre 2004 in cui la collana GUNDAM UNIVERSE inizia, clicca qui

In contemporanea, la collana ANIME COMICS presenta, a partire dal mese di novembre 2004, i seguenti special a fumetti:

GUNDAM 0080 LA GUERRA IN TASCA (volume unico) Di Shigeto Ikehara

GUNDAM 0083 STARDUST MEMORIES (volume unico) Di Mitsuru Kadoya

(a seguire…)

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